Mercoledì 26 Gennaio 2022
Progetto di Attilio Muggia per la sinagoga di Bologna @archivio storico Ordine degli Architetti
27 gennaio 2022

In occasione della Giornata della memoria 2022 ricordiamo la figura di Attilio Muggia, architetto e ingegnere ebreo originario di Venezia ma bolognese di adozione, che fu un pioniere nel calcolo del cemento armato e ricoprì per diversi anni la carica di presidente della Comunità ebraica di Bologna.

L'archivio professionale di Attilio Muggia è conservato presso l'Archivio storico dell'Ordine degli Architetti di Bologna ma documentazione relativa al suo operato si trova anche nel nostro Istituto.

Attilio Muggia nasce a Venezia nel 1861 ma in giovane età si trasferisce a Bologna, dove ha modo di laurearsi in ingegneria civile alla Scuola d’Applicazione e poi di diplomarsi architetto all’Accademia di Belle Arti. Il connubio fra queste due discipline gli permette di comprendere, prima d’altri in Italia, le potenzialità di una nuova tecnica costruttiva presentata all'Esposizione universale di Parigi del 1867, ossia quella del cemento armato. Per molti anni Muggia è l’unico ingegnere italiano in grado di costruire grandi opere utilizzando il brevetto del “sistema razionale Hennebique”.


Fra le numerose opere di Muggia per la città felsinea, oltre a palazzo Maccaferri e palazzo Bacigalupo, anche la scenografica scalinata del Giardino della Montagnola, progettata insieme a Tito Azzolini e inaugurata nel 1896 dal re Umberto I e dalla regina Margherita, alla presenza di una folla – dicono le cronache - incontenibile.
Nel 1915 presenta alla Comunità ebraica - della quale sarà anche presidente fino al 1936, anno della sua morte – il progetto per la nuova sinagoga. Questa, inaugurata nel 1928, verrà però rasa al suolo dai bombardamenti della seconda guerra mondiale, per poi essere ricostruita nel 1953 secondo il progetto del figlio, Guido.


All’intensa attività professionale, Muggia affianca anche quella accademica, prima come assistente poi, dal 1912, come professore ordinario alla cattedra di architettura tecnica all’Università di Bologna.


Muggia viene inoltre chiamato a ricoprire importanti cariche, sia a livello locale che nazionale. È nominato presidente dell’Associazione Ingegneri di Bologna e vice presidente della Commissione per la facciata di S. Petronio di Bologna; ma è anche membro della Commissione nazionale per le invenzioni di guerra durante il primo conflitto mondiale oltre che unico membro per l’Italia della Commissione internazionale per il concorso per il palazzo della Società delle Nazioni a Ginevra.

 

La figura di Attilio Muggia e quella del figlio Guido, anche lui ingegnere, sono ricordate anche nel documentario di Davide Rizzo "Lettere dall’Archivio. Storie di architetti ed ingegneri ebrei vittime delle leggi razziali a Bologna", nato da un progetto di ricerca promosso da Ordine degli Architetti Bologna, Ordine degli Ingegneri Bologna e dalla Comunità Ebraica di Bologna col sostegno della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna. Il documentario, parzialmente realizzato all'interno dell'Archivio di Stato di Bologna, ricostruisce le storie di alcuni architetti e ingegneri espulsi dai rispettivi ordini professionali in seguito alla promulgazione delle Leggi razziali del 1938.

 

Foto: Attilio Muggia, sezione trasversale lato verso corte del Nuovo Tempio Israelitico di Bologna, 1907, china, matita e acquerello su cartoncino, Fondo Muggia, Archivio storico dell'Ordine degli Architetti di Bologna