Mercoledì 18 Marzo 2020
18 marzo 2020

 

#iorestoacasa e leggo la lettera che il commerciante austriaco Francesco Antonio Wolfart scriveva da Loeben il 1° marzo 1774 a Domenico Maria Bettini, titolare di una delle principali manifatture di veli di seta a #Bologna.

Il Bettini era mercante imprenditore: acquistava la materia prima, i bozzoli da seta, e ne assegnava la lavorazione ad operai specializzati, che lavoravano presso botteghe artigiane oppure a domicilio. Il prodotto finito, il velo tessuto, veniva poi depositato nel magazzino del "negozio" e da qui veniva distribuito nelle principali città italiane ma anche in numerose località dell’Europa centrale. Le ordinazioni provenivano sia da acquirenti privati che da compratori all'ingrosso.

Ma dal 1778 la corrispondenza commerciale coi paesi d’Oltralpe si fece discontinua, per cessare definitivamente nel 1785. Anche l’attività del Bettini venne così travolta dalla crisi del commercio della seta che nella seconda metà del '700, a Bologna, era ormai un fenomeno irreversibile, e il primo marzo 1789 il "negozio per la fabbrica dei veli" chiuse.

Negozio per la fabbrica dei veli di Domenico Maria Bettini, 45

 

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