Mercoledì 31 Marzo 2021

#DanteAlighieri #dantedì2021


Continuiamo a celebrare l'anniversario dantesco pubblicando alcuni dei documenti più significativi tra quelli conservati all’Archivio di Stato di Bologna e legati alla presenza di Dante in città e alla precoce divulgazione delle sue opere.

Quella che pubblichiamo oggi è la più antica testimonianza documentaria di un luogo della Commedia. Si tratta di una celeberrima terzina tratta dal canto III dell'Inferno, trascritta da un notaio nel verso della coperta di un registro di atti giudiziari.

 

"E ‘l duca lui: “Caron, non ti crucciare,
vuolsi così colà dove si puote
ciò che si vuole e più non dimandare”
(Inferno, III, 94-96)

 La terzina è stata trascritta dal notaio Therius Gani degli Useppi di San Geminiano, che nel 1317 si trovava a Bologna al seguito del podestà Nicolò Bandini da Siena.

 

Si avvia da questa copertina l’impetuosa diffusione eterodossa di versi della Commedia tra i registri pubblici bolognesi, prodotti dagli ufficiali del Comune, sia locali che forestieri, fenomeno che si mantenne intenso per tutto il Trecento e anche per il secolo seguente. Tali tracce hanno la forza di “certificare” la grande fortuna dell’opera dell’Alighieri in città.

 

>>> Curia del Podestà, Giudici “ad maleficia”, Accusationes, reg. 39/a (1317, I semestre), coperta