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Il 7 settembre del 1879 si concluse un processo intentato contro un gruppo di internazionalisti imolesi, processati per aver manifestato in favore di Giovanni Passannante. L’anarchico Giovanni Passannante, cuoco ventinovenne, fu incriminato per essersi scagliato, il 17 novembre 1878, a Napoli, contro re Umberto I, ferendo il ministro Benedetto Cairoli. Condannato all’ergastolo fu rinchiuso in totale isolamento nel carcere di Portoferraio sull’isola d’Elba. Lolli ricorda che Pascoli avrebbe scritto un’Ode a Passannante, letta ai compagni e poi strappata, che si concludeva con queste parole: “Colla berretta d’un cuoco, faremo una bandiera”.
Pascoli partecipò assiduamente alle udienza del processo contro gli internazionalisti imolesi: il 7 settembre 1879 egli venne arrestato con Corradini Ugo mentre manifestavano insieme ad altri internazionalisti davanti al carcere di San Giovanni in Monte, dove erano stati “tradotti e detenuti” gli imputati. L’accusa è di grida sediziose e di oltraggio, per aver urlato, come recita il rapporto del tenente colonnello del Comando di Bologna: «Viva la Comune, viva l’internazionale, viva i malfattori, avanti vigliacchi sgherri».
Con sentenza del 18 novembre 1879 la Corte d’Appello rinviò gli imputati davanti al Tribunale, dove Pascoli fu difeso dall’avvocato Giuseppe Barbanti Bròdano, lo stesso che aveva difeso Andrea Costa nel processo del 1876. Dopo più di tre mesi di detenzione nelle carceri di San Giovanni in Monte, il 22 dicembre 1879 i due imputati vennero assolti dal Tribunale Correzionale e scarcerati.


Didascalie

1. Nota 1982 della Questura di Bologna del 26 agosto 1879: nel documento della Questura vengono indicati i nomi degli avvocati difensori dei 18 internazionalisti di Imola, processati per aver manifestato in favore di Giovanni Passannante, condannato per attentato di regicidio. Da notare tra gli avvocati in nomi di Giuseppe Ceneri, professore all’Università di Bologna, e di Giuseppe Barbanti Brodano, già difensori di Andrea Costa. Archivio di Stato di Bologna, Prefettura di Bologna, Gabinetto, b. 450.

2. Opuscolo sul processo a Giovanni Passannante. Archivio di Stato di Bologna, Prefettura di Bologna, Gabinetto, b. 450.

3. Nota 2998 dei Carabinieri Reali dell’8 settembre 1879: il 7 settembre 1879 Pascoli Giovanni e Corradini Ugo vennero arrestati mentre manifestavano insieme ad altri internazionalisti davanti al carcere di San Giovanni in Monte dove erano stati “tradotti e detenuti” gli imputati imolesi. L’accusa è di grida sediziose e di oltraggio. Archivio di Stato di Bologna, Prefettura di Bologna, Gabinetto, b. 450.

4. Nota 6102 del Ministero dell’Interno del 23 settembre 1879: il Console di Ginevra avverte il Ministero “che un certo Pascoli arrestato in codesta città è un amico intimo del noto agitatore socialista Andrea Costa, e teneva corrispondenza con molte sezioni del detto partito”. Archivio di Stato di Bologna, Prefettura di Bologna, Gabinetto, b. 450.

5. Fascicolo relativo al procedimento penale contro Corradini Ugo e Pascoli Giovanni. Archivio di Stato di Bologna, Tribunale di Bologna, Fascicoli processuali, n. 3021/1879.

6. Interrogatorio dell’imputato Pascoli Giovanni, che così descrive l’accaduto: “Domenica ultima scorsa io e Corradini Ugo stavamo attendendo davanti al palazzo di giustizia che sortissero i condannati per titolo d’internazionale onde vederli, ma quando si seppe che per altra via erano stati ricondotti alle carceri, vedendo un gruppo di venticinque o trenta persone che si dirigevano verso le carceri dette di San Giovanni in Monte, ci avviammo dietro loro e così si giunse nella strada ove è l’ingresso alle carceri, ma cammin facendo io e il Corradini ci eravamo divisi. Quando fui in detto luogo sentii che da alcuna di quelle persone che secondo me erano convenute all’unico scopo di vedere i condannati si proferivano delle grida fra le quali intesi = abbasso il sovrano anzi il Gran Sacerdote, abbasso i tiranni, viva la Comune, e non sono malfattori = Sebbene io non proferissi parola, pure fui invitato a seguire i Reali Carabinieri”.

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“Non appartengo ad alcun partito politico. Le mie idee individuali sono piuttosto socialistiche”.

“Non appartengo a nessuna società”.

“Le mie idee mi conducono ad appartenere a quella parte di socialisti che desiderano e tendono al miglioramento della società senza pervertimento dell’ordine, ed ammiro la generosità di chi si sacrifica per studiare il mezzo di raggiungere tale miglioramento”.

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“Io nego di aver proferito qualsiasi di tali parole od averle anche semplicemente approvate, ma non ho prove per giustificarmi.

Giovanni Pascoli”

Archivio di Stato di Bologna, Tribunale di Bologna, Fascicoli processuali, n. 3021/1879.

7. Il detenuto Pascoli Giovanni sceglie come difensore l’avvocato Giuseppe Barbanti Brodano, già difensore di Andrea Costa. Archivio di Stato di Bologna, Tribunale di Bologna, Fascicoli processuali, n. 3021/1879.

8. Cartolina postale “Busto offerto a Gius-Barbanti-Brodano dai Porta Bagagli avventizi della stazione costituiti in cooperativa”, 19 marzo 1904. Museo Civico del Risorgimento di Bologna.

9. L’avvocato Giuseppe Barbanti Brodano difensore di “Pascoli Professor Giovanni, imputato di grida sediziose e di oltraggio”, indica fra i testi a difesa Giosuè Carducci, “per deporre sulle qualità morali dell’imputato e sulla sua incapacità a delinquere sul genere di fatti a lui attribuiti”. Archivio di Stato di Bologna, Tribunale di Bologna, Fascicoli processuali, n. 3021/1879.

10. Nota 221 della Questura di Bologna del 18 marzo 1879: lo stesso avvocato aveva subito quell’anno un processo per aver fatto propaganda in favore dell’ateismo a Reggio Emilia, ove si era recato assieme ai “Professori Olindo Guerrini e Giosuè Carducci, testimoni a difesa nel processo suddetto, fatti citare espressamente dall’imputato”. Archivio di Stato di Bologna, Prefettura di Bologna, Gabinetto, b. 449.

11. Giornali, lettere e carte varie sequestrate a Corradini Ugo. Archivio di Stato di Bologna, Tribunale di Bologna, Fascicoli processuali, n. 3021/1879.

12. Nota 2746 della Questura di Bologna del 22 dicembre 1879: gli imputati Pascoli e Corradini vennero assolti in data 22 dicembre 1879 dal Tribunale Civile e Correzionale “in quanto venne a mancare completamente la prova testimoniale, di modo che il pubblico Ministero si è trovato nella dura necessità di ritirare l’accusa e di chiedere l’assoluzione degli imputati dal Corpo Giudicante il quale con sentenza or ora profferita assolveva e rimandava a libertà il Pascoli ed il Corradini surriccordati”. Archivio di Stato di Bologna, Prefettura di Bologna, Gabinetto, b. 450.

13. Verbale dei Reali Carabinieri, dove si dice che “Gli arrestati accompagnati nella vicina nostra caserma furono quivi perquisiti, ed al Pascoli si rinvenne la somma di £ 20, composta di un biglietto della banca consorziale, una poesia in dialetto bolognese ed una lettera privata scrittagli da Susa ...”. Archivio di Stato di Bologna, Tribunale di Bologna, Fascicoli processuali, n. 3021/1879.

14. Richiesta autografa di Giovanni Pascoli al Regio Procuratore di restituzione di £ 20 sequestrategli durante l’arresto.Archivio di Stato di Bologna, Tribunale di Bologna, Fascicoli processuali, n. 3021/1879.

15. Nota 8011 del Ministero dell’Interno del 27 dicembre 1879: in seguito alla scarcerazione dei due imputati, si dispone “di provvedere perché i medesimi siano accuratamente sorvegliati”. Archivio di Stato di Bologna, Prefettura di Bologna, Gabinetto, b. 450.

16. Mappa del carcere di San Giovanni in Monte, anno 1861. Archivio di Stato di Bologna, Genio Civile, Tipi, n. 56, Bologna, Carceri diverse.