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«Andatura spedita, espressione fisionomica civettuola, abbigliamento abituale alquanto elegante»: ecco in sintesi i connotati di Aurelia Benco (Trieste, 1905 – 1995) come forniti dalla Prefettura di Trieste (1). Studentessa alla scuola superiore di agraria a Bologna, Aurelia era descritta dalla autorità di pubblica sicurezza quale «attiva propagandista delle idee comuniste, collaboratrice di diversi giornali di carattere politico estremo ed instancabile organizzatrice della Federazione giovanile comunista» (2). Costituiva certamente un elemento da tenere sotto stretta sorveglianza, ed effettivamente negli anni dei suoi studi bolognesi intensissimo fu lo scambio tra la Questura della sua città natale e quella del capoluogo emiliano. Talmente indesiderabile doveva apparire la presenza della Benco che alla fine del giugno 1927 la squadra politica era passata alle vie di fatto, arrestando la ragazza e diffidandola dal non fare più ritorno a Bologna senza preventiva autorizzazione. L’intervento del padre, Silvio, noto irredentista perseguitato dal governo austriaco, aveva evitato ad Aurelia l’umiliazione della traduzione a Trieste in manette, ma non l’aveva sottratta alla vergogna di vedersi additare come «persona squilibrata». Iniziò allora per la studentessa un lungo stillicidio di istanze e richieste di soggiorno a Bologna. La frustrazione di Aurelia – fiera ed orgogliosa – per i continui interventi della famiglia che la sottraevano «alla responsabilità dei miei atti», traspare dalla lettera personalmente indirizzata al questore: «In tutti questi mesi, mi creda, non ò avuto ravvedimento, rimorsi o cose del genere, ma solo una grande vergogna» (3). Laureatasi il 24 novembre 1928 (4), la Benco lasciò definitivamente Bologna il giorno stesso (5).


1. Scheda biografica di Aurelia Benco, Trieste, 1 maggio 1925 (Archivio di Stato di Bologna, Questura, Gabinetto, Cat. A8 “Persone pericolose per la sicurezza dello Stato”, Radiati, Benco Aurelia).
2. Il questore di Trieste al questore di Bologna, Trieste, 27 novembre 1925 (ibidem).
3. Aurelia Benco al questore di Bologna, [Bologna], 18 [gennaio 1928] (ibidem).
4. Fonogramma del 25 novembre 1928 (ibidem).
5. Aurelia Benco al cav. Prato, Bologna, 24 novembre 1928 (ibidem).
6. Fotografia e ritratto di Aurelia Benco (Su gentile concessione della famiglia Gruber Benco).

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