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Nata a Firenze il 28 marzo 1785, Teresa Carniani (1) andò in sposa, poco più che sedicenne, al conte bolognese Francesco Malvezzi de’ Medici. Avviata fin dalla fanciullezza allo studio della geometria dallo zio materno, Giovanni Fabbroni, Teresa, trasferitasi a Bologna, iniziò lo studio dei poeti classici, sotto la guida dell’abate Giuseppe Biamonti e del poeta Paolo Costa. Divenne in breve tempo non solo fine traduttrice (suo prediletto fu Cicerone), ma poetessa ella stessa, raccogliendo la stima e l’ammirazione dei più noti letterati del periodo: Giacomo Leopardi, invaghitosi al tal punto da provare «delirio e febbre» durante i primi giorni della loro frequentazione; Vincenzo Monti, che ne tratteggiò “a tavolino” un fulmineo ritratto in versi (2) e due scherzi sul suo nome e cognome (3); Carlo Pepoli, che le dedicò La miosotide palustre. Teresa curò anche, sotto la guida di Giuseppe Mezzofanti, la traduzione delle opere del poeta inglese Alexander Pope. Allo zio Urbano Lampredi, abate ellenista e matematico, sottopose poi la sua opera più importante, La cacciata del tiranno Gualtieri da Firenze (4), i cui versi furono da alcuni definiti «brutti e duri e artificiosi». Dopo aver accolto uno dei salotti letterari più frequentati e rinomati d’Italia, Teresa Malvezzi si ritirò del tutto a vita privata nel 1840, anche a seguito delle frequenti crisi depressive cui periodicamente andava incontro, dedicandosi interamente alla famiglia. Morì a Bologna  il 9 gennaio 1859.

1.
Ritratto di Teresa Malvezzi, s.d. (Archivio di Stato di Bologna, Aldobrandino Malvezzi de’ Medici, Carteggio, b. 30)
2.
Ottava di Vincenzo Monti ricopiata da Teresa Malvezzi, s.d. (ibidem, “Poesie di Vincenzo Monti”)
3. Sciarada autografa di Vincenzo Monti, s.d. (ibidem).
4.
Teresa Malvezzi a Urbano Lampredi, Bologna, 6 aprile 1835 (ibidem, “Autografi della contessa Teresa Malvezzi”).

 
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