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Dall’esilio al quale era costretta, Carolina Bonaparte (Ajaccio, 1782 – Firenze, 1839), sorella di Napoleone e moglie di Gioacchino Murat, ex re di Napoli (1), aveva incaricato il conte Antonio Aldini, personaggio di spicco nella Bologna dell’epoca, di interporre i suoi buoni uffici nelle trattative con la famiglia Pepoli per il matrimonio della ventenne Letizia (Parigi, 1802 – Bologna, 1859), sua figlia primogenita, con il marchese Guido Taddeo, che aveva già superato la trentina. Trattative che durarono a lungo e incontrarono non poche difficoltà, legate soprattutto alla situazione finanziaria del marchese Pepoli, pesantemente esposto con consistenti debiti. Proprio per questo, nel timore di consegnare la figlia ad un destino infausto, Carolina ebbe momenti di grande incertezza. Per dissipare le sue perplessità – ella dice – «il faut que le marquis Pepoli se decide a partir sans délai pour se rendre ici»; diversamente si sarebbe sentita in diritto «de suivre d’autres projets» (2). Il lavorio diplomatico, l’impegno e i consigli del conte Aldini (3) avrebbero portato ad una felice conclusione e alle nozze, celebrate a Bologna il 27 ottobre 1823. E Carolina avrebbe potuto gioire delle buone notizie che riceveva dalla figlia, «enchanteè et très heureuse d’être à Bologna» (4). Qui Letizia visse tutta la sua vita, creandovi un proprio salotto, uno dei principali e più raffinati del suo tempo, dedicato oltre che alla cultura, all’arte ed alla conversazione, anche agli affari politici: un salotto che le valse il soprannome di “regina di Bologna”.


1. «Il Resto del carlino» del 13 ottobre 1915.
2. Carolina Bonaparte ad Antonio Aldini, Frohsdorf, 19 novembre 1822 (Archivio di Stato di Bologna, Aldini, b. 12, “Corrispondenza con la contessa di Lipona Carolina già regina di Napoli, sul trattato di matrimonio della principessa Letizia sua figlia col marchese Guido Taddeo Pepoli di Bologna concluso nel settembre del 1824”).
3. Antonio Aldini a Carolina Bonaparte, Bologna, 11 gennaio 1823 (ibidem).
4. Carolina Bonaparte ad Antonio Aldini, Venezia, 8 gennaio 1824 (ibidem).


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