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Ritiratosi il D’Azeglio, il 2 agosto i membri del Governo provvisorio, su indicazione di Napoleone III e con la mediazione del Pepoli, nominarono governatore delle Romagne Leonetto Cipriani (113-114), che si adoperò per la convocazione di lì a poco di un’Assemblea nazionale con lo scopo di ratificare la sua elezione e di decidere sulla costituzione da dare alle ex Legazioni (115).
E Pepoli fu naturalmente fra i deputati all’Assemblea nazionale delle Romagne, eletto il 23 agosto in uno dei nove collegi di Bologna. Tra il 2 e il 12 ottobre si svolsero, inoltre, le consultazioni per la designazione dei consiglieri comunali di Bologna: Pepoli risultò tra gli eletti.
Nel nuovo governo guidato dal Cipriani, Pepoli fu confermato alle finanze e agli esteri.

Oltre naturalmente alle elementari esigenze della sopravvivenza e della difesa (per mezzo ad esempio dell’acquisto di armi, 116), numerose furono le questioni alle quali si volse il Governo provvisorio nel breve arco della sua esistenza.
Certamente la prima, più importante e delicata tra le missioni diplomatiche intraprese – senza esito – riguardò il progetto di “fusione” dei quattro stati dell’Italia centrale (Toscana, Modena, Parma e le Legazioni) in un unico soggetto giuridico. Tra il 15 e il 17 settembre 1859, sia dall’inviato straordinario a Firenze Emanuele Marliani che dall’incaricato d’affari presso il governo toscano Gabriello Rossi arrivarono le prime relazioni sull’accoglienza riservata alla mozione: «Quanto favorevolmente si mostrò il marchese Ridolfi ministro degli esteri di Toscana […] altrettanto il ministro presidente barone Ricasoli si mostrò avverso ad essa» (117).

Non era tuttavia Firenze l’unico fronte aperto dal Governo provvisorio. Sin dalla fine di agosto, infatti, era emerso il disegno di una delegazione che presentasse al re di Sardegna i voti che l’eligenda Assemblea nazionale delle Romagne avrebbe pronunciato in favore dell’annessione. Il 24 settembre la delegazione fu ricevuta a Monza (118), mentre il 23 ottobre espressioni di gratitudine furono rivolte all’imperatore dei francesi da un drappello di nobili bolognesi (119).
Un’altra delle fatiche diplomatiche avviate dai governi provvisori degli ex stati dell’Italia centrale consistette nell’abolizione delle barriere doganali. Lo stesso giorno in cui Vittorio Emanuele accoglieva nella reggia di Monza la richiesta di annessione pronunciata dalle Romagne, il conte Giuseppe Pasolini iniziava la sua missione a Firenze presso il Ricasoli per «sopprimere le dogane intermedie, e i passaporti interni, e [...] parificare le tasse postali» (120-121).

Il momento maggiormente carico di significato dell’operato del Pepoli quale ministro degli affari esteri è però da individuare nella relazione finale intorno al suo operato svolta all’Assemblea nazionale il 7 novembre 1859 (122), ossia nel giorno in cui si ricevettero le dimissioni di Cipriani e si decretò di offrire al principe Eugenio di Savoia Carignano la reggenza delle Romagne.


Didascalie
113
. Ritratto di Leonetto Cipriani (BCA, collezione dei ritratti, A/14, cart. 98, n. 1)
114. Proclama di Leonetto Cipriani ai popoli delle Romagne, 6 ago. 1859 (STAMPE GOVERNATIVE)
115. Decreto di convocazione dell’Assemblea nazionale delle Romagne, 25 ago. 1859 (STAMPE GOVERNATIVE)
116. Leonetto Cipriani a Gioacchino Napoleone Pepoli, s.l., s.d. (G. N. PEPOLI, Carteggio, Uomini politici, 93. Cipriani Leonetto, 8)
117. Gabriello Rossi a Gioacchino Napoleone Pepoli, Firenze, 17 set. 1859 (G. N. PEPOLI, Sezione, poi ministero, degli affari esteri del Governo provvisorio delle Romagne, 3. “Rossi prof. Gabriele incaricato d’affari presso il governo toscano”)
118. Gioacchino Napoleone Pepoli a Giuseppe Dabormida, Bologna, 21 set. 1859 (G. N. PEPOLI, Sezione, poi ministero, degli affari esteri del Governo provvisorio delle Romagne, 9. Deputazioni dell’Assemblea nazionale delle Romagne presso Vittorio Emanuele II e Napoleone III)
119. Gioacchino Napoleone Pepoli a Tancredi Mosti e Astorre Hercolani, Bologna, 22 ott. 1859 (G. N. PEPOLI, Sezione, poi ministero, degli affari esteri del Governo provvisorio delle Romagne, 9. Deputazioni dell’Assemblea nazionale delle Romagne presso Vittorio Emanuele II e Napoleone III)
120. Giuseppe Pasolini a Gioacchino Napoleone Pepoli, Firenze, 23 set. 1859 (G. N. PEPOLI, Sezione, poi ministero, degli affari esteri del Governo provvisorio delle Romagne, 13. Giuseppe Pasolini in missione a Firenze)
121. Decreto di abolizione delle barriere doganali, 5 ott. 1859 (STAMPE GOVERNATIVE)
122. “Messaggio di sua eccellenza il ministro degli affari esteri letto all’Assemblea delle Romagne nella tornata del 7 nov. 1859”, s.l. s.d. (G. N. PEPOLI, Sezione, poi ministero, degli affari esteri del Governo provvisorio delle Romagne, 2. “Miscellanea”)
123. G. FINALI, L’Assemblea dei rappresentanti del popolo delle Romagne, Bologna, Tipografia governativa della Volpe e del Sassi, 1859