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Discendente del ramo marchionale dell’antichissima famiglia Pepoli di Bologna, esponente dell’aristocrazia cittadina, liberale e moderata, Gioacchino fu tra i 1.753 firmatari bolognesi della supplica (39) scritta d’accordo con Giovanni Marchetti, Marco Minghetti (40) e Luigi Tanari, e inviata nel giugno 1846 al camerlengo Tommaso Riario Sforza e ai cardinali riuniti in conclave, nella quale venivano esposti «con dignità e moderazione i gravi mali che hanno sofferti fin qui i sudditi delle Legazioni, e si fanno vive preghiere perché consci della verità dell’esposto vogliano gli Eminentissimi Cardinali impetrare dal Pontefice che va ad essere da loro eletto, quelle concessioni fatte ormai troppo necessarie a queste popolazioni» (E. BOTTRIGRARI, Cronaca di Bologna, I (1845-1848), Bologna, Zanichelli, 1960, p. 63).

Questo il racconto dell’ingresso sulla scena politica del giovane Pepoli attraverso le sue stesse parole: «E siccome pareva che molti tentennassero e paventassero di firmarlo, egli si recò di porta in porta, di bottega in bottega, per ottenere le adesioni, e giunse perfino ad andare nei grossi paesi del circondario, nei dì di mercato, per giungere al proprio intento.
Il prolegato lo chiamò a se e lo redarguì severamente, ma egli gli rispose con nobile alterezza “Se non è contento dell’opera mia, mi faccia arrestare” e gli volse le spalle senza neppur prendere comiato.
Pochi giorni dopo le cose erano mutate. Pio IX, salendo al trono, accordò l’amnistia. Grandi furono le feste, gli applausi, le ovazioni, le luminarie al nuovo pontefice. Il giovane patrizio, che mal si fidava della fede clericale, fece scrivere sul suo palazzo in carattere di fuoco queste parole: “Un bel principio è la metà dell’opera”.
Sventuratamente la seconda metà non venne».

Promulgata dunque dal nuovo pontefice l’amnistia per i detenuti e i fuoriusciti “per delitti politici”, Pepoli si adoperò per raccogliere fondi a loro favore (41).
In quel periodo il marchese Gioacchino collaborò anche con la testata «Il felsineo. Giornale politico, economico, scientifico, letterario», che uscì in una nuova serie dal 7 gennaio 1847 al 16 maggio 1848 quale organo della Conferenza economico-morale, vale a dire dei liberali moderati, di quel «ceto dirigente cittadino, che aveva trovato nel processo riformatore un provvisorio punto di convergenza» (A. PRETI, Giornali, circoli, caffè: le idee di unità e di indipendenza a Bologna, in Storia illustrata di Bologna, a cura di W. TEGA, III, San Marino, AIEP, 1990, pp. 381-400, in part. p. 391).

Istituita poi la Guardia civica pontificia anche a Bologna (42) sotto la guida di Alessandro Guidotti Magnani (43), Pepoli fu capitano della prima compagnia del primo battaglione (poi secondo battaglione) (44). Della formazione a lui affidata curò la riorganizzazione, fino a portarla al numero di settanta effettivi (45).

Il 23 marzo 1848 l’esercito sardo varcò il Ticino dando inizio alle ostilità con l’impero austriaco e alla prima guerra d’indipendenza italiana. L’amministrazione di Bologna si mobilitò emanando l’11 aprile un editto per il soccorso economico al movimento: la famiglia Pepoli non mancò di contribuire, come testimonia una Nota delle offerte fatte al municipio di Bologna dal dì 12 aprile al 30 giugno 1848, dove, sotto la data del 28 aprile, la marchesa Federica Pepoli compare come offerente di quaranta scudi romani (46).


Didascalie
39
. Minuta di lettera a Tommaso Riario Sforza e ai cardinali riuniti in conclave, Bologna, 11 giu. 1846 (G. N. PEPOLI, Carteggio, Minute di lettere e manoscritti di discorsi, 9. Minute di lettere al cardinale legato)
40. Ritratto di Marco Minghetti (BCA, collezione dei ritratti, A/39, cart. 102, n. 1)
41. “Colletta pei graziati politici che versano in istato di povertà” (G. N. PEPOLI, Carte politiche, 1848, 2. “Raccolta per gli amnistiati”)
42. Decreto di istituzione della Guardia civica pontificia a Bologna, 8 lug. 1847 (STAMPE GOVERNATIVE)
43. Alessandro Guidotti Magnani. Cenni biografici, Bologna, Tipografia Sassi nelle Spaderie, 1848
44. Alessandro Guidotti Magnani a Gioacchino Napoleone Pepoli, s.l., 21 set. 1847 (G. N. PEPOLI, Carte politiche, 1848, 3. Guardia civica)
45. “Stato nominativo della prima compagnia del primo battaglione della Guardia civica di Bologna”, s.l., 1° ago. 1848 (G. N. PEPOLI, Carte politiche, 1848, 3. Guardia civica)
46. Nota delle offerte fatte al municipio di Bologna dal di 12 aprile al 30 giugno 1848, Bologna, Tipografia Sassi, [1848]