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Le numerose tracce poetiche schedate in questi anni e la documentazione d’archivio permettono di certificare il successo di autori, come quello straordinario di Guido Guinizzelli nel Duecento e di Dante Alighieri nel Trecento, di recuperare testi non solo in volgare italiano, ma anche in provenzale e francese antico, e di documentare la presenza in città nel corso del Medioevo di poeti toscani, come Brunetto Latini, Monte Andrea, Guittone d’Arezzo e Cino da Pistoia.
In complesso, le tracce e i frammenti lasciano scorgere diverse forme metriche: dai lacerti di canzoni, alle ballate, soprattutto monostrofiche, ai sonetti, attinti anche in maniera frammentaria e incompleta, come del resto numerosi altri generi lirici: sirventesi, madrigali, stanze monorime, distici, quartine, ottetti, componimenti non regolati, come giochi di parole, proverbi e rime oscene, di argomento popolare, mentre i frammenti e i codici delineano l’organicità dei testi versificati tramandati, siano essi di natura religiosa, abbiano carattere narrattivo o intento lirico.